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Il territorio



Il Canal del Ferro comprende i comuni di Moggio Udinese, Resiutta, Resia, Chiusaforte, Dogna e la parte prevalente di quello di Pontebba. Il territorio presenta rilievi piuttosto elevati, con valli strette, incise e quasi prive di fondovalle aperto. La Val Canale comprende parte del comune di Pontebba, quello di Malborghetto-Valbruna e di Tarvisio. Il suo territorio è più aperto, con vaste distese prative e forestali ed i centri abitati disposti nel fondovalle. L’intera area (875 Kmq) a fine ’98 ospita 13.304 residenti, con una densità di soli 14,9 abitanti per kmq. Tra l’81 ed il ’91 la popolazione si è quasi dimezzata e la flessione continua ad essere alta. 

Gli scolarizzati dei gradi successivi alla licenza elementare sono inferiori alle medie regionali. La popolazione scolastica è in forte calo, anche per l’esodo degli studenti verso Istituti Superiori di centri più grossi (Tolmezzo, Gemona, Udine). 
La disoccupazione (10% degli attivi nel 1991) è notevolmente aumentato dopo l’ingresso dell’Austria nell’Unione Europea. Le maggiori perdite si sono avute nel settore delle Case di spedizione ed in quello degli operatori doganali. E’ diminuita molto anche la presenza dell’Esercito e della Guardia di Finanza...Il lavoro agricolo non può essere impostato in maniera razionale a causa della polverizzazione e frammentazione fondiaria e dell’arretratezza dei mezzi tecnici. E’ significativo che l’età media degli agricoltori si aggiri intorno ai 60-65 anni: i giovani preferiscono indirizzarsi ad altri lavori, più redditizi e meno impegnativi...La diffusione dell’agriturismo è ancora notevolmente inferiore alla potenzialità : sono presenti solo 6 aziende. Uno sviluppo in questo senso sarebbe importante, anche per commercializzare la produzione tipica agroalimentare e artigianale. 
La foresta è una grande risorsa: occupa il 53,3% del territorio (46.000 ha) e, negli ultimi anni, si è estesa soprattutto a discapito delle superfici adibite a pascolo. Dopo l’esplosione industriale degli anni ’50 le ditte boschive sono calate di numero e dimensioni. Oggi gran parte del legno non viene trasformato nella Valle, per cui il reddito indotto finisce altrove. 
Bisogna notare che attualmente è in calo la domanda di produzione legnosa, mentre cresce la richiesta di fruizione turistica e ambientale della Foresta. In questo senso non mancano le possibilità di sviluppo, considerata anche la presenza di due riserve naturali e di due parchi naturali, tra cui quello delle Prealpi Giulie. 
Il settore secondario registra nel ’98 una perdita di occupati del 61% rispetto al 1980. Nel frattempo sono state chiuse le Cave del Predil e molte unità attive nell’edilizia sono scomparse, anche per la conclusione dei lavori successivi al terremoto del ’76. 
Per quanto riguarda il terziario, il settore dei trasporti è quello che ha maggiormente risentito dell’entrata dell’Austria e ora della Slovenia nell’Unione Europea e della caduta delle barriere doganali: dal ’91 al ’98 vi è stata una perdita di addetti del 78,4%. Ne ha risentito il Comune di Tarvisio, ma soprattutto quello di Pontebba, dove gli addetti ai trasporti rappresentavano più del 50% dell’occupazione totale. 
La scomparsa delle Dogane e il completamento delle grandi vie di comunicazione che rendono più facile attraversare il territorio senza fermarvisi (Autostrada Alpe Adria, raddoppio della ferrovia Pontebbana), stanno sconvolgendo il piccolo quadro economico interno, che un tempo si basava proprio sull’esistenza del confine e sulle vie di comunicazione (statale 13 e ferrovia). 
Il turismo è indicato da più parti come il settore trainante del comprensorio. Storicamente l’attività turistica si è diffusa soprattutto nella Val Canale...C’è da notare che gli alberghi tradizionali non offrono quei servizi e comforts (piscine, saune, sale giochi, ecc...) che si trovano nelle più nuove strutture d’oltre confine (Carinzia e Slovenia) spesso preferite dai turisti. Notiamo ancora, tra le debolezze del settore, la chiusura di molte malghe, la carenza di infrastrutture estive anche se qualcosa è stato iniziato (piste ciclabili, campi da tennis, ecc), di offerte per il tempo libero ed infine la difficoltà di alcuni gruppi a superare il distacco tra le etnie in direzione di una collaborazione che aprirebbe molte possibilità anche riguardo ai rapporti con altre realtà nazionali. 
Tra i fattori positivi ricordiamo l’ottimo livello di infrastrutture di comunicazione con l’Austria e con il territorio regionale. L’eccezionale consistenza di flussi di persone che transitano nell’area per raggiungere località turistiche (25 milioni di persone l’anno); l’alta qualità dei beni ambientali, sia in senso paesaggistico che ricreativo (escursionismo, alpinismo, sport sciistici); la possibilità di sviluppare il turismo tematico nelle espressioni storiche, religiose (Santuario del Monte Lussari), artistiche (arte sacra a Pontebba, Palazzo Veneziano a Malborghetto). Infine va sottolineata la possibilità di integrazione con le attrazioni ed i servizi contermini: impianti sciistici, laghi carinziani e sloveni, terme. 
Cfr. A. M. BOILEAU, M. BRATINA, G. CINGOLANI, Le caratteristiche socio-economiche dell’area transfrontaliera, in Progetto di Sviluppo e Conoscenza Reciproca Italo-Slovena a cura di A. Gasparini, pubblicazione della Comunità Montana delle Valli del Natisone e dell’Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia, data e luogo di pubblicazione non specificati. 
La trattazione delle caratteristiche della Val Canale - Canal del Ferro a pag.42 e seguenti. 

SCUOLA DI MONTAGNA 

L’analisi proposta mette in luce una situazione critica degli indicatori socio-economici del territorio in cui l’Istituto Omnicomprensivo si trova ad operare. 
Il ruolo della scuola in un contesto territoriale che sta ridisegnando le sue caratteristiche in seguito alla nascita dell’Unione Europea e del mercato unico ne esce rafforzato e accresciuto. 
La nostra scuola, infatti, negli ultimi anni ha svolto la funzione di centro di aggregazione per i giovani della Valle e polo di sviluppo di iniziative e progetti rivolti a tutta la popolazione del territorio. 
La specialità della collocazione geografica di Tarvisio è divenuta un punto di forza della nostra offerta formativa volta soprattutto a costruire sinergie col territorio, anche austriaco e sloveno, circostante.

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